Savoia di Lucania

“La cuntantezza p l’onor è com nu fior ca oi fiurisc e crai mor” (La gioia per gli onori e come un fiore che oggi fiorisce e domani muore)

 

savoiaSavoia di Lucania (Savòie in dialetto lucano) è un comune italiano di 1.143 abitanti della provincia di Potenza in Basilicata. Il paese di Savoia di Lucania sorge su di un’altura, in posizione dominante il corso del Melandro, affluente del fiume Sele.

Il paese, situato a 720 metri sul livello del mare, confina con i comuni di Caggiano (SA), Picerno, Sant’Angelo Le Fratte, Satriano di Lucania, Tito, Vietri di Potenza e ha una superficie di 32,84 km².

La storia

Il nome originario del comune (Salvia di Lucania) deriva per alcuni dal latino Saulia che significa “luogo impiantato di salici”, per altri da Salvia “pianta aromatica” che tuttora cresce abbondante e spontanea nelle campagne circostanti.

Savoia Di LucaniaDurante il Regno delle Due Sicilie ha fatto parte amministrativamente del circondario di Caggiano, appartenente al Distretto di Saladel Principato Citra, dal 1811 al 1844. Dal 1844, fino all’annessione al Regno di Sardegna, ha fatto parte del circondario di Vietri di Potenza, appartenente al Distretto di Potenza della Provincia di Basilicata.

Il nome fu mutato in Savoia, in omaggio “riparatorio” alla dinastia reale, in quanto Giovanni Passannante, originario del paese, cuoco di idee anarchiche, attento’ il 17 novembre 1878 alla vita di re Umberto I (che rimase solo leggermente ferito), quel giorno in visita a Napoli.

Nel 2007 il comitato “pro-Salvia”, ha chiesto il ritorno del comune al nome originario, ritorno a cui si oppone un altro comitato, appoggiato dall’Unione Monarchica Italiana.

Museo Salviano

savoia MuseoNegli ex locali della Comunità montana Melandro di corso Garibaldi, è provvisoriamente ubicata la ricca Collezione Vernotico aperta al pubblico, assieme ad una sezione dedicata all’anarchico Giovanni Passannante e ad un “Centro di documentazione salviana” (che comprende libri, riviste, documenti della storia italiana e salviana del XX secolo), dall’agosto del 2008.

L’importante raccolta, in attesa d’essere trasferita all’interno delle stanze medievali del castello di Savoia, comprende circa quarantamila reperti datati tra il 1915 e il 1945: dall’inizio dell’avventura italiana nella vittoriosa “Grande Guerra” al termine del Secondo conflitto mondiale.
Tra i numerosi cimeli, unici del genere esposti al pubblico in Basilicata, spiccano medaglie, monete, divise, ritratti, sculture e cimeli di vario tipo risalenti, in larghissima parte, al cosiddetto Ventennio fascista.
savoia_03La collezione, appartenuta a Vittorio Vernotico, consente ai visitatori di ammirare un pezzo importante di storia d’Italia: “un’epoca in cui i simboli hanno rappresentato anche la forma, la sostanza e le idee di una comunità nazionale”.

Una sezione del museo è dedicata a Giovanni Passannante dove è possibile visionare i suoi scritti, i documenti dell’epoca in riferimento all’attentato al Re Umberto I°, i documenti del processo, l’angusta cella ricostruita.
In esclusiva per il Museo Salviano è’ stato realizzato un film documentario sulla vita di Giovanni Passannante in visione presso lo stesso museo.

Il castello

savoia CastelloIl castello chiamato anche “rocca” è il monumento più rappresentativo di Savoia. Posto alla sommità di uno sperone, a 740 metri di altitudine, domina con la sua mole l’intero abitato di cui costituisce l’origine stessa. Intorno ad esso e attraverso un processo storico secolare, infatti, si è venuto a sviluppare il borgo medievale di cui è testimonianza, come già detto, l’intrinseca trama di vicoli che da esso si spande e caratterizza l’intero nucleo di Savoia. Il castello è perciò importante non solo come monumento in sé, inteso come testimonianza architettonica, ma soprattutto perché è fulcro urbanistico della città. Nonostante abbia subito manomissioni e trasformazioni, il suo impianto è abbastanza compatto e si inserisce nel tessuto urbano circostante con una logica che rispecchia pienamente i caratteri dell’architettura medievale. La facciata principale, che prospetta su piazza Marconi, s’impone con linearità piatta interrotta da aperture disposte senza un criterio di omogeneità e dal portale in pietra con un arco a tutto sesto, mentre peculiare agli altri lati e la mancanza di uniformità.

savoia_01La costruzione rappresenta un impianto trapezoidale che sviluppa intorno ad una corte interna: negli spigoli che delimitano Vico I del Popolo sono presenti due torri; una terza è posta tra l’ingresso della corte e del
giardino esterno. L’intero edificio si articola all’interno di un perimetro di 130 metri e si sviluppa su due piani fuori terra e uno interrato sulle due ali laterali, mentre sulle ali principali si sviluppa su tre livelli. Attualmente tutto il castello è inagibile e pertanto non è stato possibile visitare l’interno e descrivere i vari ambienti. Si sa comunque che venne frazionato in varie unità abitative, per lo più dislocate ai piani superiori, mentre al piano seminterrato e a piano terra vi sono prevalentemente depositi agricoli e cantine.

Bosco Luceto e le cascate di Vallone del Tuorno

Cascata savoiaL’area intorno a Savoia è ricca di boschi e scorci panoramici di notevole interesse. Imboccando la strada che dal paese conduce a Vietri, poco dopo aver lasciato l’ abitato, sulla destra una strada sterrata conduce al bosco Luceto. È un’ escursione che si consiglia particolarmente agli amanti della natura più incontaminata e selvaggia, in una zona non ancora attrezzata, fitta di cerri e carpini dai rami e dalle radici inestricabili, e priva di sentieri ben battuti

Natura savoiaSe si è muniti del giusto equipaggiamento, vale la pena spingersi fino al Vallone del Tuorno ( del tuono ), affluente del Melandro (sulla strada sterrata, indicazioni per ” Vallone del Tuorno ” e ” Acqua Solforosa”): dopo una discesa tra gli alberi di circa 300 metri e un tratto lungo il corso del torrente, un rumore di acque in caduta anticipa la sorprendente scoperta di sei cascate, alcune alte fino a 20 metri, che pochi ancora conoscono. Il paesaggio del Luceto offre altri scorci di selvaggia bellezza, come le millenarie stalattiti e stalagmiti, che conserva al suo interno, le sorgenti di acqua solforosa, e perfino un vecchio mulino ad acqua, detto “lu Mulniedd”, che l’ antica sapienza contadina ha fatto giungere fino a noi. Per chi voglia percorrere sentieri più facili ma non meno suggestivi, l’ escursione più consigliata è quella al monte Carvarino, in località Macchia Carrara, zona ricca di castagni (diffusi in tutto il comune di Savoia) e felci che, nelle stagioni opportune, abbonda di funghi galletti e piante di fragole e lamponi.