Sant’Angelo le Fratte

“Fa male e penzace,  fa ‘bbene e scordt “ (Fai male e pensaci, fai bene e dimentica)

 

sant'angelo le fratteSant’Angelo le Fratte è un comune italiano di 1.426 abitanti della provincia di Potenza in Basilicata situato su una collina sovrastata da un’imponente massa rocciosa, a dominare il corso del fiume Melandro. Il comune confina con i comuni di Brienza, Caggiano (SA), Polla (SA), Satriano di Lucania, Savoia di Lucania e Tito. Il paese si trova a 560 metri sul livello del mare ed ha una superficie pari a 23,1 km².

La storia

Non si conosce come e quando il casale abbia preso la sua attuale configurazione e denominazione. Sicuro punto di riferimento per il suo sviluppo è la Cappella dell’Angelo ovvero dell’arcangelo S. Michele, situata al riparo della montagna Crapineto.

santangelolefratte_03Ignoto è il punto preciso ove sia sorta. L’abate Giacomazzi si limita a dire che ai suoi tempi la cappella era passata alla amministrazione della “antica e signorile famiglia Mangieri”, conservandone il nome. Tanto è l’ascendente della devozione all’Arcangelo nei nostri antenati da chiamare il loro agglomerato S.Angelo. Questa pare essere la più probabile origine della prima parte del nome che conosciamo. Dubbi e tesi discordanti nascono a proposito della seconda: “Le Fratte”. Sono state avanzate in proposito due ipotesi. La prima è sostenuta dall’abate Gianlorenzi e si articola in tre supposizioni: si dice delle Fratte per via della vicinanza di due rioni: S.Angelo e Castello delle Fratte; ci fu il loro congiungimento effettuato dai vescovi nel XV sec.; Fratte perché denominasi una sua contrada. La seconda ipotesi riscuote maggiori adesioni: le Fratte deriverebbe dal participio passato passivo del verbo latino frango (spaccare, rompere) evocando così la montagna dissestata che da sempre ne ha condizionato la vita e la sua profonda spaccatura dovuta a terremoti disastrosi e frane. Del resto ancora oggi appare evidente che l’abitato è costruito sopra rocce impervie, le case di vecchia costruzione sono in pietra e aderite alle numerose sporgenze formatesi, inoltre nel sottosuolo si percepiscono i vuoti e lo scorrere dell’acqua che fa giungere la sua freschezza alla superficie in dati punti ove sorgono, o sorgevano, le migliori cantine dai dissetanti ed inebrianti vini.

Santuario dell'Annunziata-BaragianoLe prime notizie certe sul paese risalgono al II Medioevo (XI – XII sec.). Il primo documento storico a parlare ufficialmente del Casale di Sant’Angelo Le Fratte è il catalogo dei Baroni contribuenti alla spedizione in terra santa, fatta durante il Regno di Guglielmo II il Buono (1178 – 1188). Vengono poi i Cedolari Angioini e i Registri della Cancelleria Angioina. Da questi si apprende che Ruggiero II, salito al trono nel 1130, organizza l’intero territorio Statale in Giustizierati. L’antica Lucania viene divisa in sei Giustizierati: di Basilicata, di Terra d’ Otranto, di Terra Bonaventura, di Principato, di Terra Giordana, di Terra di Crato. Quello di Principato comprendeva tutti i paesi della valle del Meandro. E’ dunque legittimo considerare formato il Casale di Sant’Angelo Le Fratte già nella prima metà del secolo XI sia pure con popolazione ed abitato esigui. La battaglia di Benevento (1266) costituisce il momento che maggiormente ne ha segnato la storia : essa vede contrapposto Carlo I d’Angiò a Manfredi, figlio naturale di Federico II. Sconfitto quest’ultimo, Carlo affida l’agro ad un suo capitano, Nicola Janville, con la giurisdizione ed il titolo di conte: è il primo signore di cui si abbia notizia.

santangelolefratte_02Sono tempi duri. I Saraceni, guidati da Manfredi e sconfitti, imperversano nelle nostre campagne, la gente scappa dai luoghi natii alla ricerca di un riparo sicuro. Il conte accoglie quanti sopraggiungono dalle zone più vicine. Militari e fuggiaschi dunque, sembrerebbero aver costituito il primo nucleo della popolazione di questo aspro luogo, costruendo essenziali e provvidenziali rifugi sotto speroni di roccia, ancora oggi elargiti numerosi dalla montagna Carpineto, subdola matrigna ai cui piedi sorge. Quali vicissitudini hanno segnato codeste terre prima del c.d. Secondo Medioevo è arduo ricostruire: unica certezza la presenza di abitanti nelle zone sin dal VI sec. a.C., tanto di origine greca quanto romana. Sono alcuni occasionali, ma significativi ritrovamenti archeologici a darci codesta sicurezza.

Il paese delle cantine

santangelolefratte_06Sant’Angelo le Fratte è conosciuto come “Il Paese delle Cantine” (oltre 100) ricavate direttamente nella roccia. Tuttora utilizzate per la conservazione di vini e formaggi locali. E’ un delizioso Paese che placidamente si insinua ed adagia alla falde dell’imponente e rocciosa frattura della montagna Carpineto. Un piccolo ed antico centro, ben tenuto, bello esteticamente, immerso nel verde dove natura ed ospitalità dei cittadini, quì fanno da padrone. Il suggestivo territorio collinare, fertile, ricco d’acqua e sorgenti, è coltivato a viti, olivi, patate, granoturco, grano e pomodori. Il corso d’acqua principale è il pescoso e ripido fiume Melandro (affluente al Sele) che attraversa tutto il territorio sulle cui sponde furono impiantati gli antichi mulini, con ruote azionate ad acqua, attualmente oggetto di recupero da parte dell’Amministrazione Comunale. Passeggiando tra le vie linde e ben lastricate del caratteristico centro storico, è possibile ammirare i pregevoli ed originali Murales (oltre 50) che adornano le facciate dei fabbricati, sviluppando e descrivendo il tema del rapporto uomo – roccia – vita autoctona, nonché le affascinanti ed uniche opere d’arte in bronzo, di recente realizzazione, progettate dall’artista Pierfrancesco Mastroberti.

santangelolefratte_04Trattasi di tre gruppi di scultura in bronzo che adornano e impreziosiscono le piazze del centro storico. Il monumento ai caduti di tutte le guerre, opera in bronzo imponente per misura e significazione, domina la Piazza antistante la sede Municipale, composta alla base da un blocco dei corpi umani, al cui vertice si libra, come nascente dal blocco stesso, una figura femminile alata, emblema imperituro della vittoria dalle cui mani spicca in volo una colomba, il simbolo della pace. La Statua di Padre Pio, opera in bronzo a misura naturale, unica nella sua composizione, raffigurante il Santo Padre attorniato da un gruppo di fanciulli che gli fanno festa e gli donano un attimo di rilassamento della pesante vita di confessore e di custode delle piaghe di cristo. Infine la grande fontana, complessa ed armoniosa, dedicata al mito di Bacco e Arianna che è un inno alla vita ed alle sue piacevolezze.

Sant'Angelo Le FratteA sorpresa, poi, in un angolo o nei caratteristici vicoli, è possibile immedesimarsi e rivivere momenti di vita passata, immortalati da sculture marmoree a grandezza naturale. Sono infine da visitare il Presepe in poliestere, in esposizione permanente nella grotta del vecchio Convento basiliano, alla via del Cimitero. Nel centro storico, il Palazzo Galasso, sede municipale, la Villa Giacchetti, in Contrada S.M. Fellana, dove sono conservati pregevoli affreschi della fine del ‘700, e l’Eremo Francescano in Contrada Campo di Venere, unico nell’Italia Meridionale, luogo di ascolto della parola di Dio, di accoglienza dello Spirito, e di verifica della propria vita in ricerca di un rapporto più stretto con Dio.