Picerno

“Pèura e pòrc p rrcchèzza, vacc e crav p ggendlèzza” (Pecora e porco per ricchezza, vacche e capre per gentilezza)

 

Picerno 3

Picerno è un comune italiano di 6.015 abitanti della provincia di Potenza, in Basilicata, che fa parte dell’area metropolitana del capoluogo e della Comunità montana del Melandro. Il paese, situato a 721 metri sul livello del mare, confina con i comuni di Balvano, Baragiano, Potenza, Ruoti, Savoia di Lucania, Tito, Vietri di Potenza e ha una superficie di 78,51 km².

La storia

picerno storicaPicerno fu fondata intorno al 1000, sulle rovine dell’antica Acerrona, con il toponimo di Pizini. Inizialmente fu concepita come piccola fortezza normanna, cinta da mura difensive. Nel 1331 apparteneva alla contea di Potenza e fu ceduta a titolo di feudo alla famiglia Sanseverino di Tricarico, ai Caracciolo, ai Muscettola e ai Pignatelli di Marsico.

Durante i moti per la Repubblica Partenopea del 1799 il centro assunse un importante ruolo. Con l’imminente caduta della Repubblica, si oppose fermamente all’esercito sanfedista del cardinale Fabrizio Ruffo. Dopo avere subito una pesante sconfitta, alcuni ribelli picernesi si rifugiarono nella Chiesa Madre (ma furono raggiunti e massacrati dagli uomini del brigante Gerardo Curcio da Polla, noto come Sciarpa. Si contarono circa 70 vittime, di cui 19 donne. Dopo questa strenua resistenza, Picerno ricevette l’appellativo di Leonessa della Lucania.

Fu quasi del tutto distrutta dal terremoto del 1857. In seguito ai danni, il centro abitato si sviluppò fuori dalla cinta delle mura antiche.

La Chiesa Matrice di San Nicola a Picerno

chiesa-madre-picerno-La chiesa madre o chiesa parrocchiale domina il centro abitato, il quale sembra aggrapparvisi. Di pianta greco-romana, la chiesa parrocchiale, già chiesa collegiata, è dedicata a S. Nicola di Bari, protettore del paese. Un tempo cappella dei Principi Pignatelli di Napoli, venne costruita nel 1611 ed ampliata nel 1727 con la costruzione del coro, della sacrestia e del campanile. Quest’ultimo, eretto sotto la direzione dell’abbate D. Saverio Carelli arciprete, fu dotato di due campane una delle quali, di 18 quintali, è dedicata a S. Nicola. Sulla facciata rivolta verso il corso Vittorio Emanuele nel 1926 venne collocato, col consenso e la collaborazione del parroco, un orologio da torre illuminato con un quadrante di m. 2 di diametro e con la carica di 48 ore.

picerno chiesa madreIl primo arciprete di cui si ha notizie D. Angelo Abbate Greco, tenne la parrocchia dal 1611 al 1657. Al centro del presbiterio è collocato l’altare maggiore in legno, avente alle spalle un caratteristico coro in noce, opera dell’artigiano Vazza. Il valente ebanista Antonio Tancredi ne fu il restauratore nel 1909. La balaustra in pietra che delimita il presbiterio, è affiancata da due statue: quella dell’Immacolata Concezione di cui la chiesa fu dotata nel 1968 dall’arciprete D. Renato Robilotta, e quella del Cuore di Gesù, già preesistente, modellate rispettivamente in materiale plastico e gesso. Sia il soffitto della navata centrale, che acquista gran pregio per esservi incastonato il bellissimo quadro di De Giacomo pittore napoletano della fine dell’800, raffigurante il miracolo di S. Nicola: i due fanciulli massacrati e resuscitati, e sia quello dell’abside, furono decorati da una serie di “cassettoni” con al centro un “rosone”, rispettivamente quadrangolari ed esagonali, tra il 1910 e il 1911, dall’ebanista Antonio Tancredi da Picerno; lo stesso compì inoltre altri notevoli e pregevoli lavori di restauro nella stessa chiesa. Affreschi e dipinti di un certo valore artistico ornano sia la parte alta della navata centrale che gli altari di quelle laterali. Di gran pregio sono le tele in corrispondenza degli altari di S. Filomena e di S. Giuseppe e di quello di S. Michele. In prossimità del battistero si ammira il quadro « Il battesimo di Gesù ». Il « Cristo coronato di spine » e « S. Francesco e il Crocifisso » affrescano due pareti della sacrestia.

Chiesa della Santissima Annunziata

picerno chiesa ss annunziataLa trecentesca chiesa della SS.ma Annunziata è sita tra corso Vittorio Emanuele e piazza Plebiscito. Fa parte integrante del centro storico del Comune di Picerno ed è sottoposta ai vincoli di tutela in base alla legge 1-6-1939 n. 1089, per il suo interesse storico, artistico-monumentale. Al centro dell’arco acuto del portale in pietra sono scolpite le figure dell’Arcangelo Gabriele e della Vergine. Nella parte superiore dell’antica ed artistica porta in legno, non in perfetto stato di conservazione, è riprodotto lo stemma di Picerno. La facciata principale della chiesetta è arricchita da tre stele in pietra di epoca romano-tardo imperiale, raffiguranti rispettivamente una anfora su una colonna, una donna ed una famiglia. Sull’altare centrale si erge un tempietto, la cui struttura è sorretta da due statue ed è adorna di angeli e putti. In esso sono inserite le statue di Maria e dell’Arcangelo Gabriele, in un gruppo di grande effetto plastico che riproduce la scena dell’Annunciazione. In questa chiesa si trova il tabernacolo in legno di S. Emidio costruito da Antonio Tancredi da Picerno nel 1930. Nel seminterrato, che presenta una finestrella con un arco ogivale a sesto acuto, in occasione di scavi effettuati per il consolidamento della chiesa, sono stati scoperti, nel 1974, degli affreschi databili intorno alla fine del IV secolo. Essi sono sotto la tutela della Sovrintendenza alle gallerie di Matera.

La torre medioevale

picerno_06Ad oggi non ci sono notizie certe circa l’esatta datazione della costruzione della Torre e i giudizi dei vari studiosi sono tutt’altro che unanimi. La Torre Medievale, posta ad ovest di Piazza Statuto, si innalza in maniera prepotente rispetto al tessuto circostante e con la sua mole cattura lo sguardo. Costituita da una base poliedrica, sale verso l’alto in un’armoniosa struttura cilindrica che dissolve così la spigolosità del basamento. All’interno si presenta con una struttura attestante l’esistenza di una scala in muratura che, correndo a spirale lungo la parete interna provvista di feritoie e colombaie, portava in sommità.

Vista la presenza di un’altra torre nella zona sud del paese denominata “Toppo San Leonardo”, molti studiosi si interrogano sulla possibilità dell’esistenza di una cinta muraria che unisse le due torri a difesa del castello normanno-svevo. Questa torre, di dimensioni assai più ridotte rispetto alla Torre Medievale, presenta una struttura interna che si conclude con uno squarcio circolare verso il cielo ed è circondata da strutture abitative. Un altro elemento che attesterebbe l’ipotesi di una cinta muraria preesistente è dato dalla posizione della Chiesa Madre, ottenuta dal rifacimento e dall’ampliamento della Cappella dei Principi, che si trova in posizione centrale rispetto alle due torri.

torre picernoTornando alla Torre Medievale, notizie più precise emergono dallo studio del suo basamento. Infatti, dalle planimetrie in possesso dell’ente comunale e della Soprintendenza, sembra plausibile la forma ottagonale della base e questo ci riporta inevitabilmente al periodo federiciano. L’ottagono, infatti, era una sorta di sigillo simbolico dell’edilizia del tempo, era considerato la figura intermedia tra il vero uomo e il vero Dio, rappresentava la resurrezione, il tramite tra il regno della terra verso l’infinità del cielo e verso l’immortalità. Nella pressoché totale assenza di documentazione certa comprovante la paternità della Torre Medievale di Picerno, dopo quanto detto, la sua costruzione pare collocarsi in epoca normanno-sveva. Ma anche questa, che pare l’ipotesi più plausibile, resta pur sempre un’ipotesi in attesa di conferma.

Questa splendida Torre che ci riporta indietro nei secoli aspetta ancora di essere “scoperta” del tutto. Nel frattempo continua ad ergersi con la sua maestosità sul paesaggio circostante e punta verso il cielo forse proprio con l’obiettivo di avvicinare l’uomo a Dio.

La Chiesa di San Rocco

picerno_03L’attuale chiesa risale al diciannovesimo secolo. La statua di San Rocco presente rispetta l’iconografia classica. Non si conoscono i centri di produzione artistici lucani; Picerno è situato in una zona vicina alla Campania ed è molto difficile precisare l’origine delle sculture. Sull’altare di sinistra un dipinto a olio su tela raffigurante i Santi Cataldo, Biagio e Liborio (realizzati da Deodato da Tolve e databili al 1769). Il 16 agosto si celebra la festa di San Rocco.

Convento cappuccino di Sant’Antonio

san antonio picernoSi decise di costruirlo nel 1588 per la religiosità del popolo picernese. Il convento è testimone della devozione verso San Francesco d’Assisi, per questo si chiesero frati cappuccini. La chiesa può contenere fino a 500 persone. Il presbiterio e gli altari sono in marmo locale. Sull’altare maggiore si vede un quadro dell’Assunta, gli altri due altari sono dedicati all’Immacolata e a San Vito. Ci sono tre cappelle (San Felice da Cantalice, Sant’Antonio da Padova e Serafico Patriarca). La statua dell’Immacolata, durante l’ultima domenica di aprile, è portata in processione dal convento alla parrocchia, dove resta per tutto il mese di maggio. La prima domenica di giugno si riporta indietro e inizia la tredicina in onore di Sant’Antonio con il rituale della processione per le vie del paese. La festa di San Francesco è invece preceduta dal novenario.

san antonio picerno 2Il 15 giugno si celebra la festa in onore del ragazzino lucano San Vito: i fedeli vi si recano con i propri animali che fanno girare per tre volte intorno alla croce nello spiazzale del convento, mentre i padroni recitano preghiere al Santo per proteggerli. Il 17, il 18 e il 19 si organizza la fiera del bestiame e di generi diversi chiamata Fiera di San Vito. Nel convento, oltre al chiostro, si ha un piano terra (le stanze presenti sono: cucina, refettorio, canova e altri locali per il deposito di legna e generi commestibili). Al piano superiore ci sono 16 celle, aule, la biblioteca e il coro. Il convento fu soppresso nel 1866, i frati rimasti vennero mandati al convento di Marsico Nuovo e solo successivamente, a causa del malcontento della popolazione, fu riaperta la chiesa. Fuori è collocata una statua di Padre Pio da Pietralcina dal 1999 per la devozione del popolo; fra l’altro si tratta di uno dei Santi più pregati in Italia insieme a Sant’Antonio, a San Francesco, a San Giuseppe e a San Nicola.